Pianta

lontano il tempo
della cometa quando
era gioia
immaginare l’oltre
dietro una porta
socchiusa
ora non
ho più vent’anni
ma un calice tutto
per me
gravido di domani e
ho teso l’abbraccio
al tuo sorriso
e un sisma di luce
da sotto il mento
o un panico come d’erba
quando porto
la lingua al riparo
dei tuoi seni
allora i nodi
restano
inchiodati alle vene e
cantano
di blu
il tuo vanto nel fondo
bianco
di questo quadro
di neve o
nell’atrio scuro
della notte
che ci scopre
con te sono
una pianta nella terra
umida
:curami, crescerò
e ti darò frutto
This entry was posted on GenpmTue, 08 Jan 2008 12:35:41 +00002008-01-08T12:35:41+00:0012 30, 2006 at 12:35 pm and is filed under Poesia, Rpt 55. You can subscribe via RSS 2.0 feed to this post's comments.
Tags: cometa, neve, notte, pianta, terra, vene
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