Pianta

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lontano il tempo
della cometa quando
era gioia
immaginare l’oltre
dietro una porta
socchiusa

ora non
ho più vent’anni
ma un calice tutto
per me
gravido di domani e
ho teso l’abbraccio
al tuo sorriso

e un sisma di luce
da sotto il mento
o un panico come d’erba
quando porto
la lingua al riparo
dei tuoi seni

allora i nodi
restano
inchiodati alle vene e
cantano
di blu
il tuo vanto nel fondo
bianco
di questo quadro
di neve o
nell’atrio scuro
della notte
che ci scopre

con te sono
una pianta nella terra
umida
:curami, crescerò
e ti darò frutto

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