Aborto

68blog.jpg
Cattivissimi. Prendere a martellate un 40enne.

Non ce n’è uno che si sia astenuto dal dare botte al ‘68. A quarant’anni dal suo accadere. Ci ha pensato prima Alessandro Bertante, poi Edmondo Berselli. Poi ancora Francesco Guccini che finalmente ha svelato a Charta Minuta, rivista vicina a Alleanza Nazionale, perché avesse comprato (e scritto) quell’eskimo innocente: “Era economico, teneva caldo e non aveva significato ideologico”. Anche perché il cantautore bolognese – che quando canta La Locomotiva, al momento di “trionfi la giustizia proletaria” fa ancora alzare i pugni a tutti – aveva altri miti. Macché Marx e Marcuse (mai letti) ma Bob Dylan, Hemingway, l’America.

Ingrati. Tutti a prendere a calci un 40enne. Morto. Ma sì, c’era bisogno delle rivelazioni di questi intellettuali per rendersi conto di quale disastro sia stato il ‘68? E mica per quell’aria (quel profumo) di rivolta, di cambiamento, di emancipazione che quell’anno (concepito in Francia, in realtà) ha portato dentro di sé. Ma per la lista di tutti quelli che, in quel periodo, erano per strada (ad arringare le folle, a inebriare gli studenti, a fare a botte coi celerini, a polemizzare con gli operai) e che da alcuni anni siedono sugli scranni di direttori di giornali, case editrici, tv, cattedre universitarie, aule parlamentari, ministeri, enti pubblici, teatri, sindacati… Il risultato? Il po’ po’ d’Italia in cui ci ritroviamo a vivere: si rimbambivano di slogan per una società comunista, giusta e aperta siamo arrivati alla società più consumistica, egoistica e chiusa che ci sia mai stata.

Perfidi. Tutti a sputare su un 40enne mai nato. Abortito. Sarà per questo che in molti ora spingono per rivedere la 194?


Explore posts in the same categories: Filosofia, Società, Storia (per non dimenticare)

Tags: , , , , , ,

You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.

Comment: