Ore di troppo

sono ore
di troppo senza di te
sono ore
che piango
per il silenzio del tuo
germogliare in lontananza
o contro
queste luci a intermittenza

il freddo delle chiese
chiude
le dita in un palmo
di soffitta
:resto acceso
solo per fame
di entrare nel tuo
taglio di rondine
per l’estate delle vene
che per te s’ingrossano
e cantano il loro vanto
per venire a te come
un crepuscolo di assonanze
o come un viottolo
da percorrere
per la bianca vertigine
di abbracciarti insieme al mare
e trovarti là
dove col cielo
si stordisce

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